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Descrizione del territorio

Il sentiero si sviluppa in territorio comunale, nella parte orientale della dorsale montuosa delle Serre, catena allungata che interessa quasi metà dell’Appennino pesarese, dal passo di Scheggia sino all’alto Candigliano.

La dorsale delle Serre è in pratica il primo segmento dell’Appennino Settentrionale, a diretto contatto con le dorsali carbonatiche dell’Appennino Centrale.

Le due catene per un tratto viaggiano affiancate ed è solo al passo di Bocca Serriola che si dividono definitivamente.

Questo tratto in coesistenza determina già in sé un eccezionale accostamento di paesaggi molto diversi, con i vasti prati, i nudi scogli e le aree carsiche da un lato e i boschi densi, la continuità forestale e la ricchezza di corsi d’acqua dall’altro.

Così, la biodiversità, già alta in ognuno dei due sistemi, è in quest’area ulteriormente esaltata dalla particolare situazione geo – morfologica che potremmo definire “di confine”.

Si tratta di un contrasto assai forte, che viene percepito da chiunque si trovi ad attraversare l’Appennino in questa zona.

Nei punti di sovrascorrimento strutturale tra le arenarie e i calcari, si hanno talvolta cambiamenti di habitat drammatici nel volgere di pochi metri.

Il paesaggio aspro delle aree carbonatiche si addolcisce di colpo entrando nelle aree silicee.

Così, alberi e arbusti caratteristici e caratterizzanti i paesaggi delle aree calcaree (come ad esempio lo scotano) scompaiono completamente per far posto a una vegetazione diversa, più adatta a terreni ben idratati, con boschi di cerro e di faggio o formazioni erbacee compatte.

Il percorso si sviluppa proprio in una delle aree di sovrascorrimento e dal paese di Cantiano, ove anche le case del centro storico sono realizzate con pietra calcarea locale, candida o rosata, si passa rapidamente nel settore arenaceo e subito anche il colore e l’aspetto delle case cambia, assumendo un aspetto più simile a quelle dell’Appennino tosco – romagnolo, con mura gialle o grigie in pietra serena.

La prima parte del percorso è improntata a tale aspetto di “cambiamento”.

Qui vale la pena di evidenziare le differenze, sia a livello strutturale che biologico, ovvero le divergenze tra sistemi analoghi; es.: bosco di distretto calcareo e bosco di distretto siliceo, prato arbustato (in situazione pedologica acida e umida) e silvo – steppa (tipica dei suoli calcarei secchi), prato in area calcarea e prato in area silicea, ecc...



Il MonteCatria con la sua mole sembra a due passi: in realtà non è proprio così ma si tratta di un massiccio di grandi proporzioni, che arriva a toccare la quota più alta di tutta la provincia di Pesaro-Urbino (1701 m s.l.m.).

Siamo a Cantiano cittadina tipicamente montana, con un bellissimo centro storico.

Da un lato il Catria, dall’altro le alte colline boscose di Tecchie che segnano il punto più remoto dell’entroterra e formano parte dello spartiacque umbro-marchigiano.

Da questa parte del crinale i fiumi scendono fino all’Adriatico, al di là vanno a rifornire il Tirreno.

Il bosco di Tecchie è un Parco naturale, ed è ricco di biodiversità.

Tale forma di tutela lo ha salvaguardato e gli ha permesso di rimanere integro e sviluppare un ambiente unico nel suo genere.

È la monumentale faggeta, il simbolo stesso di Tecchie: nel bosco ogni particolare ha un suo fascino straordinario: le cortecce chiare e lisce dei fusti, la pulizia del sottobosco, il colore delle foglie a terra o sui rami.

La cosa che più ammalia è però il completo abbandono del bosco al suo destino naturale: qui gli alberi non vengono tagliati e neppure vengono raccolti quelli già morti; i vecchi patriarchi arborei muoiono in piedi, poi schiantano al suolo, dove con il loro lento disfacimento vanno ad arricchire il suolo forestale.