Cantiano da vedere
Collegiata di San Giovanni Battista
La costruzione della Collegiata aperta nel 1631 si affiancò all'antica piccola pieve di San Giovannino, si iniziò
nel 1615 ed abbellita secondo l'aspetto attuale nel 1725 su disegni dell'architetto Antonio Francesco Berardi.
Il fronte incompleto mostra un solo campanile con edicola in mattoni e fasce lapidee.
L'ampio interno a navata unica con pianta a croce latina e slanciate volte a botte, presenta nella crociera un'alta
cupola esternamente ottagonale. Tra le opere contenute si segnala il San Carlo Borromeo scuola di Claudio Ridolfi
artista al quale si attribuisce anche la Traslazione della Santa Casa di Loreto con Sant'Andrea. Sull’altare della
cappella della Misericordia è posta una "Vergine con Bambino" attribuita a Gaetano Lapis da Cagli (1707-1776).
All'interno della cappella è il pregevole tondo della "Vergine con Bambino e San Giovanni"
detta "Madonna del Cardellino" ed attribuita a Eusebio di Giacomo
detto Eusebio di San Giorgio, discepolo di scuola del Perugino o, secondo altri studi, direttamente
a questo insieme a Pinturicchio. Sopra l'altare di San Carlo spicca la "Decollazione di San Giovanni
Battista" opera splendida di Francesco Allegrini.
Appoggiato alle pareti di fondo spicca il magnifico coro di noce nera intagliata opera (1721) di ignoti intagliatori
locali.
Si possono inoltre ammirare un complesso ligneo (statua di San Giovanni ed San Cantiano ed ornamento del Cristo legato alla colonna)
di Antonio Montini di Siena, l’Ultima Cena di Ventura Mazza (1560-1633), la Madonna col Bambino, San Luca e San
Filippo di Stefano Perugini (Secolo XVII), la Nascita della Madonna di Francesco Allegrini.
L’organo di Giuseppe Greffi (1629) e ampliato da Andrea Feliciotti da Urbania (1805), restaurato e ripristinato
da Alfredo Piccinelli da Padova (1997) è uno strumento di eccezionale importanza.
Nella cappella di S. Giovanni, ora delle Confessioni, si possono ammirare, oltre ad una Salomé di scuola marchigiana di fine
seicento, alcune opere di artisti locali contemporanei, e precisamente due terrecotte platinate in bronzo dello scultore
Luigi Rabbini rappresentanti l’una un "Busto del cristo", l’altra la "Maternità e manipolazione genetica".
Sull’altare la pala di Oscar Piattella "Ascensione 88": "L’opera rappresenta uno dei rari casi di dipinti
di carattere astratto che fanno parte dell’arredo liturgico. L’inserimento nella cappella è di grande suggestione e da ragione a
Federico Zerri secondo il quale l’arte astratta è l’erede più diretta dell’arte sacra e religiosa. L’opera che porta il titolo
di "Ascensione", è del 1988, pertanto appartiene al momento più recente della ricerca dell’artista, dove l’azzurro si libera
progressivamente dalla materia in parte incombusta e irradia luce e cattura luce"
(S. Cuppini Chi Cercate?Ed. Fortuna, Senigallia, 1989)
(Da Cantiano tra Fede e Storia di F.Panfili – M. Tanfulli, Cantiano 2000)