Cantiano da vedere
Nelle frazioni:
A Chiaserna
La Badia di San Michele Arcangelo (Sant' Angelo)
Possiamo trovare i ruderi della celebre abbazia di S. Angelo con ancora visibile la la Cripta e l'ala sinistra del casamento detta del Capitolo. La chiesa in stile romanico era, come sostiene il bianchi a tre navate, con abside semicircolare al centro. Le navate comunicavano a mezzo di archi formati da conci di pietra calcarea bianca e intercalati da altri di pietra spugna, sorretti da robusti pilastri. Il presbiterio era sopraelevato e la cripta sottostante, in corrispondenza dell'abside, poggiava la volta sopra una deliziosa colonna di granito rosa. La mensa invece era sorretta da una colonna di granito nero con colonnine agli angoli. La parte centrale del monastero comprendeva un portico formato da quattro archi a sesto ribassato: per mezzo di una scala si accedeva al ballatoio soprastante il chiostro e da qui alle stanze destinate ai monaci. Nella parte a monte spiccava un'elegante costruzione, il cui piano terra era destinato alle adunanze del Capitolo e i piani superiori destinati a rifugio dei monaci in caso di pericolo. Quest' ultima e' l' unica parte dell' abbazia rimasta in piedi.
La Chiesa di Santa Anastasia
Il più antico documento risale al 1228. La pieve fu a lungo gestita in enfiteusi dalla Compagnia di San Michele Arcangelo costituitasi nel 1602. Nei secoli ha avuto diverse trasformazioni. L'assetto attuale è del 1911 che con bolla del Vescovo Nasalli Rocca fu eretta a parrocchia. Il Parrocco Giuseppe Poccioni ingrandì la chiesa aggiungendovi la crociera, il campanile e la cupola. Tre pale d'altare abbelliscono l'interno : al centro la Vergine con il Bambino e i santi Francesco, Anastasia e Lucia, dalla parte destra, una Madonna addolorata, a sinistra San Michele Arcangelo. Un certo interesse è anche la tela raffigurante la Madonna della Misericordia, lo stendardo processionale e la cupola ornata da pregevoli affreschi.
A Pontericcioli
Sorge il Palazzo comitale, di pietra arenaria ma con portale e finestre di pietra bianca in stile orientaleggiante risalente al secolo XI e riconoscibile in tutta l'area umbra. Nella stessa zona esisteva la chiesa di San Pietro di cui rimangono oggi alcuni ruderi. Forse in origine era il luogo di culto dell'antica Luceoli. Qui si trova la chiesa di San Giuseppe con quadri rappresentanti San Pietro (1600 ca.), San Paolo (1600 ca.), una Vergine in stile bizantino e uno stendardo processionale. La costruzione fu terminata in soli tre mesi dal 18 agosto al 24 novembre 1848.
A San Crescentino
La piccola antichissima pieve mostra all'interno due affreschi di notevole valore storico-artistico :
- Sant' Ubaldo, Madonna del Bell'Amore e un committente (1469)
- Sant' Antonio da Padova
La casa parrocchiale, la torre e la chiesa formano un complesso unico per stile e bellezza. I lavori ultimati ci hanno permesso di rileggere la storia per i reperti archeologici ritrovati sotto il pavimento e ora conservati dietro l'altare: fregi bizantini, croce carolingia, spoglie forse dei martiri Sant'Orfito e Benedetto, amici di San Crescentino. Da notare l'alta torre di osservazione, di controllo dei movimenti sulla vicina Via Flaminia e forse anche del corridoio bizantino. La strada che passava accanto conduce a Gubbio.
A Palcano
"La vita religiosa di Palcano gravitò a lungo intorno alla chiesa di San Mariano sorta intorno al Mille e forse anche prima. Serviva ad una popolazione sparsa
per le campagne per cui, quando la frazione assunse l'attuale sistemazione, essa venne a trovarsi in posizione scomoda per la lontananza dai centri abitati.
Si trovava in Poggio della Croce, che dista circa un chilometro dalle case più vicine ... All'inizio del secolo
(G. GUGLIELMI, "Villa Palcano", Cantiano, 1987, p.32).
Il terremoto che colpì la nostra terra nel 1781 fu particolarmente violento nella zona di palcano dove, per il crollo del tetto della chiesa, si registrarono una ventina
di vittime e circa settanta feriti. Risistemata negli anni 70 con lavori di ristrutturazione che non stati sufficienti a limitare i danni del terremoto del 1997, ristrutturata
e riaperta al culto ha ripreso l'antico splendore.
Dal 2005, al bivio, fa bella mostra di se un'icone che rappresenta un calice con dei raggi e un Cristo risorto che apre le mani verso il cielo dopo il sacrificio della croce.
L'opera è dell'artista cantianese Luigi Rabbini. Altre opere del maestro si possono ammirare nella Cappella San Giovanni in Collegiata e in vari luoghi di Cantiano.
(Da Cantiano tra Fede e Storia di F. Panfili – M. Tanfulli, Cantiano 2000)
