Manifestazioni ed Eventi
La Turba: Sacra rappresentazione del Venerdi' Santo
Questo il sito di riferimento : www.laturba.it

La Turba, sacra rappresentazione del Venerdì Santo, trae origine, anche se
non direttamente, da movimenti popolari di invocazione alla pace che si
diffusero in terra di Marche ed Umbria intorno alla metà del
sec. XIII,
portati sulle strade e nelle piazze dalle genti più umili e in
condizioni di miseria, sofferenti ed esauste delle continue lotte tra il
Papa e Manfredi, del continuo guerreggiare tra guelfi e ghibellini.
Uomini e donne di ogni età si riunirono in processioni ed invocando la santa
intercessione della Vergine Madre di Dio, presero a percorrere le strade
dell'Umbria spingendosi fino in Romagna.
Anche Cantiano accolse in quel anno 1260 la "turba" di pentiti e
imploranti di ogni età e condizione che, in povertà di abiti o
seminudi, nella luce incerta e tremula delle torce, accompagnati dai
canti del "miserere" procedevano nella sofferenza e nella
redenzione, battendosi e flagellandosi, implorando il perdono, invocando
la pace e la fratellanza. Si formò così la compagnia dei Battuti che,
al fine di tramandare la devozione, si rifece nel tempo al supremo
esempio di penitenza e sacrificio, la Passione e Morte del Cristo.
Nello sviluppo della processione, che con il tempo accolse la figura
del Cristo insieme a quelle degli attori nel ruolo dei personaggi, prese
corpo la sacra rappresentazione della Passione con la ripetizione delle
ritualità, dei personaggi, dei dialoghi, dell'azione. Nacque così,
nell'ordine immutabile del Gesù e dei Ladroni, dei Sacerdoti e dei Soldati,
la sfilata scenica che ancora oggi per ricordare le antiche origini
viene chiamata "Turba".
La Turba non è una rappresentazione teatrale né una manifestazione
folcloristica: è la giornata più attesa nella vita dei cantianesi, il
loro evento nel quale si specchiano, si proiettano, si misurano.
Cantiano abbraccia amorevolmente la Turba e ad essa dedica la propria
genialità creativa. Passa il carnevale, arriva la quaresima e Cantiano
si anima: si aggiustano le scene, si adattano i costumi, i personaggi si
preparano nei ruoli e nei dialoghi. Le famiglie si mobilitano, padri
madri e figli da cent'anni tornano a vestire gli abiti della
tradizione, a scegliere le stoffe, a cucire i modelli, in un sentimento
misto di religiosità ed orgoglio cittadino. La Turba non ha conosciuto
interruzioni, tranne che per il periodo bellico, crescendo sempre negli anni.
L'attuale messinscena è l'evoluzione di memorabili edizioni, quella del
1940 voluta da Dante Bianchi che introdusse le scene e la teatralità
dell'azione e dei linguaggi e quella del 1954 che fu affidata alla
direzione di Carlo Vadi, regista pesarese: truccatori, scenografi e
costumisti diedero l'impronta e l'avvio alle edizioni di grande
effetto scenografico che, sempre aggiornate e migliorate, richiamano a
Cantiano la sera del Venerdì Santo spettatori sempre più numerosi e di
provenienze più disparate.
Un grande traguardo per la Turba
Cantiano è divenuto uno dei 11 paesi italiani entrati in
Europassion, l'Associazione Europea che certifica le più
prestigiose Sacre Rappresentazioni.
Nel 1996 la Turba ha ottenuto l'Alto Patrocinio della
Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa.