Cantiano:
Natura e Sentieri
Per i nostri paesi appenninici è inevitabile condividere esistenza e
prospettive con la "montagna" più o meno incombente, trarne
sostentamento e lustro.
La sorte è stata generosa con Cantiano assegnandogli una dote
importante, il Monte Catria che, con il Monte Acuto e Tenetra,
costituisce per le Marche una delle più importanti aree montane.
Insieme ai vicini Monte Petrano e Nerone rappresenta una delle maggiori
anticlinali calcaree dell'Appennino Umbro Marchigiano, una catena
montuosa diretta in senso NW-
SE sollevatasi sotto la spinta tettonica
che da Ovest corrugò e poi innalzò impennandoli gli strati che
giacevano nel fondo dei mari primordiali.
Una emozionante prova visiva dei possenti movimenti la si può avere affacciandosi verso Sud dalle pendici della Montagnola (Monte Nerone). Nelle parti alte del Massiccio del Catria affiorano per sovrascorrimento gli strati delle rocce più antiche, il Calcare Massiccio, il Calcare selcifero detto Corniola, il Rosso Ammonitico e Calcari ad Aptici, tutti depositatisi in ambiente marino dalla fine del Periodo Triassico alla fine del Periodo Giurassico (Era mesozoica o Secondaria) e poi in ordine di tempo i più giovani Calcare rupestre o Maiolica (Giurassico Superiore e Cretacico Inferiore), le Marne a Fucoidi, la Scaglia Rossa e Bianca, depositi di un periodo che va dal Cretacico (Era Secondaria) all'Eocene (Era Terziaria o Cenozoica).
Toccando la quota di 1.701
m. la più alta dell'Appennino Pesarese, il
Monte Catria, il "gibbo" di dantesca memoria, interessa i piani
altitudinali collinare e montano.
Sotto i 900 metri troviamo boschi cedui composti prevalentemente da
carpino nero e orniello, con acero napoletano, roverella, ossia la composizione
che rientra nel tipo strutturale dell'orno-ostrieto. Al di sopra dei 900
metri troviamo la faggeta mista dove ai faggi si associano l'acero montano,
il sorbo montano, agrifoglio e tasso. Ancora più in alto la faggeta
diventa pura e sul Catria ne abbiamo monumentali esempi come quella delle
Cupaie e di Fonte del Faggio.
Domina il panorama faunistico l'aquila che dispensa agli escursionisti
il fascino del suo volo maestoso e chiede solo di essere lasciata in
pace; è presente anche il falco pellegrino ed il falco pecchiaiolo
mentre rarissima è divenuta la coturnice. La colonia di gracchi
corallini che qui vivono è la più settentrionale dell'Appennino.
A terra tra i boschi e nelle radure, oltre ai più comuni mammiferi,
potremo vedere aggirarsi il cinghiale, qualche daino ed esemplari di
mufloni qui introdotti ed acclimatatasi da tempo.
Di grande interesse e valore sono le specie vegetali che crescono negli
ambienti rocciosi, nei macereti e nei prati sassosi del Gruppo del
Catria per le quali sono state distinte ben 11 aree floristiche protette
della Regione Marche.
Da ricordare per la loro rarità tra gli arbusti la rosa pimpinellifolia
e l'efedra (Ephedra major) un paleoendemismo dell'era
Cenozoica presente nei dirupi del Catria.
I prati sono adibiti essenzialmente a pascolo, quasi tutti di origine
secondaria ottenuti cioè per disboscamento. A primavera, con l'inizio
delle fioriture, va in scena l'emozionante
spettacolo della natura con sconfinate esplosioni di colori. Con il passare
delle settimane si succedono le specie e con esse cambiano gli effetti cromatici.
I prati del Tenetra, di Bocca della Valle, dell'Infilatoio diventano soffici
tappeti inebrianti di colori e profumi. Da non perdere sono le fioriture
delle viole, delle primule, genzianelle, narcisi, ranuncoli e tante
orchidee.
Da Cantiano, Pontedazzo e Chiaserna è possibile accedere ai numerosi
sentieri segnalati e rappresentati in una Carta escursionistica del
Catria che vi condurranno in rilassanti passeggiate alla volta di
rilievi e pascoli. La zona è generosa di acqua sorgiva e di rifugi dove
sostare e liberare lo sguardo e lo spirito.
Il Sentiero Italia
Il tratto di Sentiero Italia che tocca i Monti Catria e Nerone è stato segnalato come uno dei più interessanti dell'intero percorso appenninico. Entra in territorio di Cantiano a Moria da dove sale verso il Monte Petrano. Toccata la sommità, scende verso Cagli dove inverte la direzione per poi rientrare, alto sulla Valle del Burano, rientrare in Comune di Cantiano toccando la frazione di Pontedazzo. Il percorso del S.I. si divide in tre parti, Pontedazzo-Cantiano, Cantiano-Chiaserna, Chiaserna-Infilatoio. Quello di gran lunga più interessante è il terzo con il percorso che da Chiaserna prende a salire il versante del Monte Acuto, tra macchie di ginestre, ginepri e roverelle. La prima sosta ristoratrice è a Fonte Luca, sorgente perenne dalla fresca acqua. Poco più in alto si arriva a Bocca della Valle, punto panoramico nei pressi del rifugio Casetta dei Mochi. Qui inizia la suggestiva traversata del Monte Acuto, tra radure fiorite e faggete secolari fino alla fonte del Faggio e quindi ai prati dell'Infilatoio dove il sentiero lascia il territorio di Cantiano