Cantiano/Chiaserna/Casa Mochi

Numero 68 

Anadata h 4,00 

Ritorno h 3,15 

Dislivello m 750

A Cantiano, dal piazzale antistante il cimitero, il S.I. parte sulla dx come stradino in salita che raggiunge poco dopo, due case di uso rurale. Al secondo passaggio su recinzione piegare subito sulla sx puntando ad un acero con segnale, attraversando un campo con roseti e ginestre. Ad un successivo segnale su quercia, prendere a dx, lasciando lo stradino e salendo in mezzo alle ginestre.

Usciti dalla macchia, si procede a mezza costa, panorama su Cantiano, con segnali su roverelle. Si supera una terza recinzione per arrivare al rudere di Casa Belvedere vegliato da un monumentale acero (acqua con abbeveratoio). Da questo punto il sentiero divento stradino. Si arriva in vista di Ca' il Botano, altra casa abbandonata che, con grande sorpresa dello scrivente, custodiva un esemplare storico e raro di "treggia". Nei pressi della casa successiva, ristrutturata ed abitata, occorre compiere una svolta a salire per portarsi sopra la casa. Attraversando campi ed orti, si arriva alle case di Fossato scendendo alla SP 50 per Chiaserna.

Da Fossato si percorre la SP per circa 200 m. lasciandola per proseguire sullo stradone che passa sotto il Camping Catria. Prosegue diritto al ponte, diventando imbrecciato. Poco dopo ad un segnale su palo ENEL in corrispondenza di un casa bianca si piega a sx per prendere un sentierino infossato che passa dietro la casa ed inizia a salire a svolte in mezzo alle roverelle. Esce sulla strada asfaltata che sale al Catria.

La attraversa continuando a salire, sempre in ambiente cespugliato e rado. Si incontra la strada 3 volte ancora, in un lungo traverso ripido, qualche tratto accompagnati da semplici corrimano.

Si arriva a Fonte Luca dalla acqua fresca e ristoratrice. Si prosegue oltre la fonte, salendo lungo una recinzione, in una pineta. Ci si allontana dal filo spinato per uscire e passare con una curva a dx sopra la pineta. Da questo punto, in ambiente molto aereo e panoramico, con una diagonale e salita finale si giunge all'abbeveratoio di Bocca della Valle nei pressi del rifugio Casetta dei Mochi

La tradizione della treggia

La discesa a Cagli avviene su uno stradino della storia, utilizzato in passato dalle genti delluogo per l'accesso ai pascoli nell'esercizio degli Usi Civici per il godimento dei diritti di pascolo, di fienagione, dellegnatico. AI mattino, di buon' ora, partivano le "treggie", specie di carri a slitta trainate da una coppia di buoi. Raggiunte le quote di taglio, si falciava la quantitągiornaliera di fieno. Girato all'aria di giornate lunghe di chiacchiere, di storie, di confidenze di una umanitą che non aveva fretta, veniva alla sera radunato e caricato sul "trascino". Le assi di legno della slitta, sotto il peso, gemendo e stridendo si ammorsavano al terreno pietroso frenandone la discesa.