“Un atto doveroso nei confronti di una concittadina che ci ha lasciato la sua tenacia, il suo coraggio, quel coraggio, quella visione del futuro che consentirono, allora, di superare tanti ostacoli e che può essere d´esempio oggi per affrontare crisi meno cruente, ma certamente gravissime”. Il sindaco Martino Panico sintetizza così la giornata dedicata (nella sala del complesso di Sant´Agostino) dalla comunità cantianese ad Adele Bei, nata a Cantiano nel 1904, morta a Roma nel 1976, figura simbolo della lotta partigiana. La clandestinità, il Carcere, il confino, le staffette. Figura che ha visto la fine del tunnel, la vittoria sul nazifascismo e la riconquista della libertà e della democrazia. E poi il suo impegno come deputata e senatrice, il suo ruolo nella Costituente. “Mi ricordo quando, giovanissimo, la incontrai a Roma. Davanti a me c´era una donna piena di umanità e calore. Era palpabile la sua forza d´animo, le sue domande non erano di rito. C’era in Adele un interesse autentico, quello di conoscere la sensibilità di un ragazzo, tanto più se veniva da Cantiano, perché con quella sensibilità si voleva rapportare, voleva aggiornare, come aveva sempre fatto, le sue opinioni”. Il messaggio“Una giornata intensa quella del 28 febbraio - prosegue Panico - che ci ha dato soddisfazione e orgoglio. Penso ai familiari di Adele, oltre venti venuti da Roma per questo incontro e che ringrazio, penso alle parole dì tutti i relatori, al suggestivo filmato, anche qui un grazie all´operato volontario e appassionato di Tansini, Zaia e Soriani, e all´intervento di Rosy Bindi, vice presidente della Camera, penso alle centinaia di presenti: un concentrato di forti emozioni e soprattutto un messaggio in un momento di crisi. Quel coraggio di Adele, che insieme a tanti altri, ma dei quali la storiografia non fa cenno, di progettare il futuro senza avere certezze in un contesto di guerra e miseria. Ma che alla fine ha giocato un ruolo determinante fino ad arrivare alla carta costituzionale che ha garantito 60 anni di pace, benessere e democrazia. Ora guardo a oggi. Quel coraggio deve essere un esempio virtuoso per tentare di intraprendere strade nuove. Noi come amministrazione faremo la nostra parte nel sostenere chi ha più bisogno nonostante i limiti del bilancio e daremo il nostro contributo per velocizzare l´impegno di Provincia e Regione che hanno già deciso, come noi, per l´istituzione di un fondo di solidarietà. Anche il sistema delle imprese, nei limiti delle loro possibilità, deve fare tesoro di questa crisi, e coraggiosamente dovrà percorrere strade nuove, molto innovative, come i prodotti propri e di qualità, strumenti per le energie rinnovabili e tipicità nel campo alimentare”. La comunitàMartino Panico si sofferma sulla figura di Adele Bei ma anche dei Vispi, Luchetti-Garofeni, Rabbini, Matteacci. .. “Una comunità, la nostra, che ha dato due parlamentari alla Repubblica e tanti dirigenti politici di rango. Spesso ci chiediamo qual è la radice o le radici di questo fatto. Nell´antica presenza Carbonara rappresentata da Luigi Bartolucci, generale di Garibaldi. Nella presenza di una grande azienda che occupava, negli anni, centinaia di operai. Nel sindaco socialista, già nei primi del ´900. Nella costituzione, negli anni 10, di una delle prime società operaie di mutuo soccorso. Probabilmente sì. E’ facile immaginare che a Cantiano si parlasse molto di politica, e l’orgoglio di paese si mescolava con gli ideali e con il senso della dignità e della socialità”. Rosy BindiDicevamo oltre 150 i presenti, tante le autorità, in primis, il vice presidente della Camera Rosy Bindi. La più alta carica dello Stato mai ospitata dalla nostra comunità (in passato ricordiamo la visita di Pietro Ingrao, qualche anno prima di diventare presidente della Camera). Ricevuta in Comune, ha ribadito nel suo intervento la vitalità della carta costituzionale, ripercorrendo quegli anni di miserie e orrori ed evidenziando il ruolo della Bei, al pari di altri, che oggi ci deve far riflettere. E quelle sue parole... siate orgogliosi di dove abitate... A precedere hanno relazionato Scherpiani, presidente dell´Anpi provinciale, Ucchielli presidente della Provincia, Bianchini, direttore della Biblioteca Bobbato di Pesaro (intervento particolarmente apprezzato) e l´onorevole Vannucci. In mezzo il filmato cui abbiamo fatto riferimento. In plateaTra gli altri c´erano il prefetto Alessio Giuffrida, il candidato del centro sinistra alle Provinciali Matteo Ricci, i sindaci Capanna (Acqualagna), Papi (Cagli) e Vecchione (Serra Sant´Abbondio), e i sindaci di Montelabbate, Claudio Formica e di San Costanze, Giuliano Lucarini, entrambi originari di Cantiano oltre agli ex sindaci locali Giuseppe Panico e Anna Maria Formica, vari consiglieri, e assessori. E poi una platea gremita, in mezzo giovani e giovanissimi. La conclusionePanico chiude con un velo di commozione: “Una giornata dove si sono mescolate storia, cultura e politica. La massiccia risposta degli intervenuti è stato l´attestato più gratificante. Un momento per non dimenticare, perché come raccomandava Adele, non c´è futuro senza conoscenza del passato, fino a scriverlo nel suo saggio di memorie intitolato appunto “Perchè i giovani sappiano “. . |